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Rete di Sorveglianza Epidemiologica del Veneto

Brucellosi bovina e degli ovicaprini

Brucellosi bovina e degli ovicaprini

La brucellosi è una malattia infettiva causata da batteri gram negativi appartenenti al genere Brucella specie : B. melitensis (ovicaprini), B. aboutus (bovini), B.suis (suini), B. canis (cani), B. ovis (ovini), B. neotomae (roditori). Questi batteri sono tendenzialmente specie specifici anche se la maggior parte delle specie di Brucella sono in grado di infettare diversi animali. Le prime quattro sono in grado di infettare anche l’uomo.
La trasmissione della malattia all’interno di un allevamento avviene tramite ingestione di materiale contaminato, per via sessuale o per via verticale da madre a figlio (via che porta all’ insorgenza di infezione latente). Negli animali l’infezione iniziale è causa di aborto e infertilità e nel tempo tende a cronicizzare. Gli animali infetti eliminano le brucelle tramite il feto abortito, i liquidi e gli invogli fetali, ma anche attraverso il colostro ed il latte.
La brucellosi è presente in tutto il mondo, ed in particolare nei paesi del Mediterraneo, in India, nei paesi mediorientali, nell’Asia centrale e in America Latina. Nei paesi dell’Unione Europea è obbligatorio controllare periodicamente tutti gli allevamenti i tramite controlli sierologici dei bovini, dai 12 mesi di età in poi, ed ovi-caprini, dai 6 mesi di età in poi. Nel caso di riscontro di positività in un allevamento è previsto l’abbattimento obbligatorio degli animali positivi e della relativa progenie, data l’elevata infettività sia l’uomo sia per gli altri animali dell’allevamento. In Italia la tecnica “gold standard” per la diagnosi di brucellosi negli animali è la Siero Agglutinazione Rapida (SAR), confermata dalla Fissazione del Complemento (FdC).
Nelle regioni italiane non ufficialmente indenni sono previsti due controlli annuali in tutti gli allevamenti bovini e bufalini ed un controllo annuale in tutti gli allevamenti ovi-caprini
La normativa comunitaria condiziona il rilascio della qualifica di territorio ufficialmente indenne, non solo in base alla prevalenza dell’infezione, ma all’effettivo controllo ufficiale di tutti gli allevamenti presenti sul territorio e al mantenimento di una percentuale di allevamenti ufficialmente indenni pari al 99,9%
Dal 1 gennaio 2015 sono stati confermati complessivamente 129 focolai di brucellosi in bovini (n°62), bufali (n°1), capre (n°23), ovini (n°43); tutti i casi sono stati in allevamenti del centro sud Italia (Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia).
Per ulteriori informazioni si rimanda al Sistema Informativo della Brucellosi dell’IZS G. Caporale di Teramo in qualità di Centro di referenza nazionale per le Brucellosi.

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