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Rete di Sorveglianza Epidemiologica del Veneto

Leishmaniosi

Leishmaniosi

La Leishmaniosi canina  è una patologia parassitaria causata da un protozoo: la Leishmania infantum. E’ una zoonosi diffusa in tutto il mondo (è infatti considerata endemica in più di 70 Paesi). I principali serbatoi della malattia sono il cane e l’uomo. I flebotomi sono invece gli ospiti intermedi. Nei Paesi in cui la malattia non è endemica questa costituisce comunque un problema importante sia per la salute dei cani sia per la sanità pubblica.
La Leishmaniosi canina si manifesta con un ampio spettro di sintomatologia clinica con diversi gradi di gravità.
Infatti, è noto come alcuni cani possano essere portatori di L. infantum per lunghi periodi di tempo in maniera asintomatica. In questi soggetti, il parassita può rimanere latente anche per anni, prima che, uno stimolo (come lo stress o una malattia) inneschi la replicazione del parassita causando la sintomatologia. Tuttavia, va sottolineato che sia i cani asintomatici che sintomatici sono in grado di infettare flebotomi contribuendo alla diffusione della malattia
Nei cani sintomatici, il primo sintomo della malattia generalmente insorge circa 2-4 mesi post-infezione. I sintomi sono vari e possono includere lesioni cutanee quali alopecia, desquamazione, ulcere ed erosioni non pruriginose, inappetenza, dimagrimento, linfoadenopatia, epistassi, lesioni oculari, dolori articolari con conseguenti zoppie, onicogrifosi, danni renali con la relativa sintomatologia (poliuria, polidipsia, diarrea, vomito etc.)
La miglior profilassi per proteggere i cani dell’infezione si attua tramite l’applicazione di collari, spot-on o spray, generalmente a base di piretroidi naturali o sintetici (come ad esempio la deltametrina e la permetrina), sulla cute dell’animale al fine di evitare il feeding sul flebotomo sull’animale. Dal 2012 è inoltre disponibile un vaccino.
 
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi che ha sede all’IZS della Sicilia “A. Mirri” o la pagina dell’IZS delle Venezie.

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